Edizione 2015

E’ possibile per una città competere ai diversi livelli nazionali ed internazionalied assicurare un livello di qualità della vita e del convivere sufficiente in uncontesto in cui non sono garantiti i principi di legalità e di sicurezza?
Evidentemente no ed il problema, storicamente riferito ad alcune aree specifiche del paese, negli ultimi mesi sta drammaticamente emergendo per la sua pervasività e diffusione anche in territori considerati, fino ad oggi, immuni.

Per questo motivo, giunti alla quarta edizione di Icity Rate si è deciso di arricchire l’analisi con la dimensione legality: un insieme di dodici indicatori puntuali che vanno a misurare il livello di legalità territoriale. Si tratta di un cambiamento importante ma necessario che va a completare la già dettagliata analisi e portando l’articolazione del lavoro sui 106 comuni capoluogo su sette dimensioni: economy, living, environment, people, mobility, governance e legality. . Per questi motivi la nuova dimensione aiuta a meglio mettere a fuoco la fotografia che iCityRate scatta da anni alle città italiane. L’impianto complessivo è così costituito da:

  • 150 Variabili statistiche elementari
  • 84 Indici di fattore
  • 7 Dimensioni
  • 14 Indici dimensionali
  • 1 Indice di sintesi

Come sempre, anche questa dimensione, viene raccontata sia con delle variabili standard, che con delle variabili smart, seguendo in pieno la filosofia degli anni passati.

Ma le novità di questa edizione non finiscono qui. Il rapporto è stato elaborato insieme ad Openpolis l’osservatorio civico della politica che analizza quotidianamente i meccanismi complessi e le fenomenologie emergenti del paese che si affiancano alle altre realtà che orami storicamente rappresentano il comitato scientifico: ISTAT, Unioncamere, ANCI, Federutility.

Inoltre, la piattaforma con la quale vengono restituiti i dati (www.icitylab.it) si è arricchita di un nuova funzione: ogni Comune capoluogo avrà un proprio cruscotto di navigazione che consentirà di visualizzare rapidamente, per ciascun indicatore, la posizione della città all’interno della classifica e di fare il confronto con gli anni precedenti.
Come già intorno nell’edizione dello scorso anno, Ognuna delle sette dimensioni è stata suddivisa in una componente standard, dove tendenzialmente sono collocati gli indicatori di valenza più generale, e in una componente più specificamente “smart”, nella quale si è cercato di inserire le variabili rappresentative della capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici e sociali. Ogni componente è, a sua volta, articolata in sei fattori cui si è fatto corrispondere un unico indicatore.
Il risultato finale è un indicatore generale di sintesi in base al quale è definita la classifica annuale delle città intelligenti italiane (articolabile nelle componenti standard e smart) e sei indicatori dimensionali relativi ai singoli ambiti di indagine.

Nella dimensione economy sono concentrate le variabili relative alle performance economico-produttive dei territori e quelle particolarmente collegate ai processi di connessione e innovazione. Nella dimensione living si ritrovano sia gli indicatori relativi ai servizi di vivibilità primaria (salute, sicurezza, assistenza) sia quelli che misurano la vitalità (culturale, spettacolare e di intrattenimento) dei centri urbani. Gli indicatori dell’ambito environment sono articolati tra quelli che misurano la qualità ambientale e quelli che valutano il rilievo delle politiche pubbliche di tutela. Nella dimensione people trova posto al misurazione dei livelli di istruzione e socializzazione dei residenti come anche la diffusione dell’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione. Le variabili considerate nell’ambito mobility sintetizzano accessibilità esterna e fluidità interna delle città così come l’impegno per il loro miglioramento. Infine nella dimensione governance trovano posto gli indicatori che sintetizzano le performance amministrative e le capacità di utilizzare i nuovi strumenti di partecipazione e condivisione. La nuova dimensione legality, infine, introduce’, un ricco insieme di nuovi indicatori: le variabili “microcriminalità in città” “appalti” e “lavoro nero” analizzano il contesto generale delle città italiane prese in considerazione; “amministratori minacciati”, “giornalisti minacciati”, “rating aziende” e “comuni commissariati” tastano il polso a quanto la criminalità organizzata stia soffocando la vita sociale di questi comuni; “efficienza tribunali” e “beni confiscati ricollocati” hanno lo scopo di monitorare il lavoro della giustizia; “eco reati”, “ciclo del cemento” e “gestione rifiuti” affrontano il tema dell’illegalità ambientale. Dalla lentezza dei processi, agli abusi edilizi, passando per la criminalità organizzata in tutte le sue sfaccettature, molto spesso lì dove la città cerca di evolversi, problemi strutturali interrompono il tutto sul nascere.

ICity Rate vuole essere funzione e strumento di un modo diverso di valutare i dati e le informazioni. È funzionale come strumento gratuito a disposizione di tutti coloro che operano nelle città fornendo un set unico di indicatori con completezza e trasparenza, è strumentale alla diffusione di una nuova cultura di governo delle città che metta la conoscenza al centro dei poteri decisionali.

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